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Correlazioni in Medicina



Benefici clinici del trattamento continuo per 3 anni con Efalizumab nei pazienti con psoriasi a placche


Efalizumab ( Raptiva ), un anticorpo monoclonale IgG1, umanizzato, ricombinante, inibisce gli step mediati dalle cellule T nella patogenesi della psoriasi.

Efalizumab è approvato nel trattamento della psoriasi a placche, cronica, da moderata a grave nei pazienti adulti.

Uno studio di fase III, multicentrico, in aperto, ha valutato l’efficacia e la sicurezza della terapia continua con Efalizumab nel lungo periodo su 339 pazienti.

Durante la fase iniziale della durata di 3 mesi, i pazienti hanno ricevuto per via sottocutanea, Efalizumab 2 mg/kg a cadenza settimanale, e sono stati assegnati in modo casuale al trattamento concomitante con Fluocinolone acetonide ( Esacinone ), oppure placebo.

La seconda fase consisteva in un periodo osservazionale di lungo periodo; i pazienti che raggiungevano un miglioramento del 50% o più nel punteggio dell’indice PASI erano considerati eleggibili a ricevere Efalizumab 1 mg/kg settimanalmente per 33 settimane.

Il periodo di trattamento finale della durata di 3 mesi ha rappresentato un periodo di transizione facoltativo per i pazienti che hanno completato il segmento di 33 mesi prima che Efalizumab diventasse disponibile in commercio.

Dopo 3 mesi il 41.3% dei pazienti ha raggiunto un miglioramento dell’indice PASI uguale o maggiore al 75% ( PASI-75 ) ed il 13% ha raggiunto un miglioramento uguale o superiore al 90% ( PASI-90 ).

Alla fine della fase osservazionale, PASI-75 è stato raggiunto dal 45.4% dei pazienti, e PASI-90 dal 24.5%.

Nel corso dei 36 mesi di trattamento non è stato osservato nessun aumento degli effetti indesiderati tipici di Efalizumab.

Lo studio, il più lungo trattamento continuo della psoriasi con un farmaco biologico finora effettuato, ha mostrato che i benefici clinici di Efalizumab si manifestano nei primi 18 mesi di trattamento e si mantengono durante i 36 mesi della terapia continua. ( Xagena2008 )

Leonardi C et al, Br J Dermatol 2008; 158: 1107-1116


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