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Correlazioni in Medicina



Telaprevir aumenta il tasso di risposta nell’epatite C refrattaria


L'inibitore della proteasi Telaprevir ( Incivek ) ha notevolmente migliorato i tassi di risposta nei pazienti con infezione da virus dell'epatite C ( HCV ) di difficile trattamento, rispetto alla terapia standard.
Il miglioramento è stato particolarmente marcato nei pazienti che precedentemente non avevano risposto alla terapia standard.

In un braccio dello studio REALIZE, l'88% dei pazienti che ha assunto Telaprevir in combinazione con la terapia standard ha presentato una risposta virologica sostenuta, definita come assenza di virus rilevabile 24 settimane dopo la fine del trattamento. Al contrario, solo nel 24% dei pazienti sottoposti a terapia standard per la seconda volta è stata riscontrata una risposta sostenuta.

Solo circa il 40% dei pazienti con genotipo 1, la varietà di HCV più difficile da trattare, ha risposto al trattamento standard con Interferone peghilato alfa-2a ( Pegasys ) e Ribavirina ( Copegus ).

Nello studio ADVANCE, il tasso di risposta virologica sostenuta tra i pazienti naive al trattamento è stato tra il 69% e il 75%, in base al regime terapeutico.
Per contro, solo il 44% dei pazienti trattati con la terapia standard ha presentato una risposta sostenuta.

Telaprevir è il secondo inibitore della proteasi di HCV ad essere approvato dall’FDA ( Food and Drug Administration ) per l'epatite C; poco prima, l’Agenzia regolatoria statunitense aveva approvato Boceprevir ( Victrelis ).

Studio REALIIZE

Nello studio REALIZE sono stati arruolati 663 pazienti con infezione da virus dell’epatite-C genotipo 1 che avevano risposto, o non avevano risposto, o avevano avuto una risposta parziale, o avevano avuto una recidiva dopo una prima risposta alla terapia standard.
I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a 3 gruppi.

Nel gruppo T12PR48, i pazienti hanno assunto Telaprevir per 12 settimane insieme a Peginterferone e Ribavirina, seguito da Peginterferone e Ribavirina da soli per un totale di 48 settimane di terapia.
Nel gruppo lead-in i pazienti hanno iniziato con 4 settimane di Peginterferone e Ribavirina seguite dal regime T12PR48.
Nel gruppo di controllo, chiamato PR48, i pazienti sono stati trattati con Peginterferone e Ribavirina per 48 settimane.

I ricercatori hanno notato che:

a) i tassi di risposta virologica sostenuta nei pazienti che avevano avuto una ricaduta in precedenza erano 83% nel gruppo T12PR48, 88% nel gruppo lead-in, e 24% nel gruppo di controllo;

b) tra coloro che avevano avuto in precedenza una risposta parziale, i tassi erano 59%, 54% e 15%, rispettivamente;

c) nei soggetti che non avevano risposto alla prima terapia, le percentuali erano 29%, 33% e 5%, rispettivamente.

I confronti sono risultati tutti significativi a p
Gli eventi avversi di grado 3 sono stati principalmente anemia, neutropenia e leucopenia e sono stati riportati dal 37% dei pazienti nei gruppi Telaprevir, contro il 22% nel gruppo controllo.
Gli effetti collaterali più comuni, riportati da oltre il 25% dei pazienti, sono stati affaticamento, prurito, rash, nausea, malattia simil-influenzale, anemia e diarrea.

I ricercatori hanno manifestato particolare preoccupazione per il rash, perché sono stati segnalati casi di sindrome di Stevens-Johnson nei pazienti in cura con Telaprevir.
In questo studio, il 5% dei pazienti trattati con l’inibitore della proteasi ha presentato un’eruzione cutanea di grado 3, un evento cutaneo che ha comportato l’interruzione permanente dello studio, o un evento cutaneo definito come evento avverso grave, contro nessun paziente nel gruppo di controllo.

Studio ADVANCE

Anche lo studio ADVANCE, effettuato su 1.088 pazienti naive al trattamento, aveva un disegno a 3 bracci. Come nell’altro studio, il gruppo di controllo è stato assegnato ad assumere Peginterferone e Ribavirina per 48 settimane, ma con l'aggiunta di un placebo per le prime 12 settimane.

In un braccio attivo, chiamato T12PR, i pazienti hanno assunto tutti e tre i farmaci per 12 settimane, e in seguito Peginterferone e Ribavirina per 12 settimane solo se il virus non era rilevabile alle settimane 4 e 12, oppure per 36 settimane nel caso in cui il virus fosse stato trovato in entrambi i momenti.

Nell’altro braccio, chiamato T8PR, i pazienti hanno assunto tutti e tre i farmaci per 8 settimane, e in seguito placebo, Peginterferone e Ribavirina per 4 settimane. Questo regime è stato seguito da 12 o 36 settimane di Peginterferone e Ribavirina, sulla base dei medesimi criteri utilizzati nel gruppo T12PR.

Si è notato che:

a) il tasso di risposta virologica sostenuta nel gruppo di controllo è stato del 44%, comparabile con i tassi evidenziati in precedenza con la terapia standard;

b) il tasso di risposta virologica sostenuta nel gruppo T12PR è risultato pari al 75%, mentre il tasso nel gruppo T8PR era del 69%. Entrambe le differenze erano significative rispetto al gruppo di controllo a P
c) il 58% dei pazienti in cura con Telaprevir ha risposto abbastanza rapidamente, tanto che il trattamento avrebbe potuto essere interrotto a 24 settimane.

L’incidenza di nausea, diarrea, prurito, rash e anemia è stata di almeno 10 punti percentuali in più in ciascuno dei gruppi con Telaprevir rispetto al gruppo di controllo.
Lo sviluppo di un’eruzione cutanea ha causato la sospensione di Telaprevir nel 7% dei pazienti nel gruppo T12PR e nel 5% dei pazienti nel gruppo T8PR, e l’interruzione di ogni trattamento, rispettivamente, nell’1.4% e nello 0.5%.

Le eruzioni cutanee erano principalmente eczemi ed erano reversibili con l'interruzione di Telaprevir; un caso di sindrome di Stevens-Johnson si è verificato in un paziente circa 11 settimane dopo l'ultima dose di Telaprevir. ( Xagena2011 )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2011


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