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Correlazioni in Medicina



Chemioterapia dose-densa a base di Cisplatino e chirurgia per bambini con epatoblastoma ad alto rischio


È stato condotto uno studio con lo scopo di stabilire efficacia e sicurezza di un nuovo regime di trattamento consistente in chemioterapia dose-densa basata su Cisplatino e chirurgia radicale in bambini con epatoblastoma ad alto rischio.

SIOPEL-4 era uno studio prospettico di fattibilità a singolo braccio.

Sono stati considerati idonei all’arruolamento pazienti di età uguale o inferiore a 18 anni con nuova diagnosi di epatoblastoma con malattia metastatica, tumore in tutti i segmenti epatici, malattia addominale extraepatica, invasione vascolare maggiore, basso livello di alfa-fetoproteina o rottura del tumore.

Il trattamento era costituito da chemioterapia pre-operatoria ( cicli A1-A3: Cisplatino 80 mg/m(2) al giorno per via intravenosa in 24 ore al giorno 1; Cisplatino 70 mg/m(2) al giorno per via intravenosa in 24 ore nei giorni 8, 15, 29, 36, 43, 57 e 64; e Doxorubicina 30 mg/m(2) al giorno per via intravenosa in 24 ore nei giorni 8, 9, 36, 37, 57 e 58 ) seguita da rimozione chirurgica di tutte le restanti lesioni tumorali se possibile ( incluso il trapianto di fegato e la metastasectomia, se necessari ).

Pazienti con tumori rimasti non-resecabili hanno ricevuto una ulteriore chemioterapia pre-operatoria ( ciclo B: Doxorubicina 25 mg/m(2) al giorno in 24 ore nei giorni 1-3 e 22-24, e Carboplatino area sotto la curva [ AUC ] 10.6 mg/mL per minuto al giorno per via intravenosa in 1 ora nei giorni 1 e 22 ) prima di procedere all’intervento chirurgico.

Dopo l’intervento chirurgico, è stata somministrata una chemioterapia post-operatoria ( ciclo C: Doxorubicina 20 mg/m(2) al giorno in 24 ore nei giorni 1, 2, 22, 23, 43 e 44, e Carboplatino AUC 6.6 mg/mL per minuto al giorno in 1 ora nei giorni 1, 22 e 43 ) ai pazienti che non avevano ricevuto il trattamento di ciclo B.

L’endpoint primario era la proporzione di pazienti con remissione completa al termine del trattamento e le analisi sono state condotte per intention-to-treat.

Sono stati riportati i risultati dell’analisi finale dello studio.

Sono stati inclusi nello studio e analizzati 62 pazienti eleggibili ( 39 con metastasi polmonari ).

Dei 61 pazienti valutabili ( un bambino è stato sottoposto a epatectomia primaria ), 60 ( 98% ) hanno mostrato risposta parziale alla chemioterapia pre-operatoria.

La resezione completa di tutte le lesioni tumorali è stata raggiunta in 46 pazienti ( 74% ).

Al termine della terapia, 49 ( 79% ) dei 62 pazienti erano in remissione completa.

Con un follow-up mediano di 52 mesi, la sopravvivenza libera da eventi a 3 anni è stata 76% e la sopravvivenza generale a 3 anni è stata dell'83%.

In totale, 60 ( 97% ) pazienti sono andati incontro a tossicità ematologica di grado 3-4 ( anemia, neutropenia o trombocitopenia ) e 44 ( 71% ) hanno presentato almeno un episodio di neutropenia febbrile.

Le altre principali tossicità di grado 3 o 4 sono state infezioni documentate ( 17 pazienti, 27% ), anoressia ( 22, 35% ) e mucositi ( 7, 11% ).

Un bambino con neutropenia è deceduto per infezione fungina.

L’ototossicità da moderata a grave è stata documentata in 31 ( 50% ) pazienti.

Nello studio sono stati riportati 18 eventi avversi gravi ( inclusi 2 decessi ) che riflettevano gli effetti collaterali osservati ( il più comune è stata l’ototossicità in 5 pazienti ).

In conclusione, il regime di trattamento SIOPEL-4 è attuabile ed efficace per la remissione completa al termine del trattamento in pazienti con epatoblastoma ad alto rischio. ( Xagena2013 )

Zsiros J et al, Lancet Oncol 2013; 14: 834-842

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