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Correlazioni in Medicina



Jemperli per il trattamento del cancro dell'endometrio con deficit del sistema del mismatch repair ed elevata instabilità dei microsatelliti, in stadio avanzato o recidivante


Jemperli è un anticorpo monoclonale ad attività antitumorale per il trattamento del cancro endometriale in stadio avanzato o recidivante, che è peggiorato malgrado un trattamento con un medicinale antitumorale a base di Platino.
Jemperli trova indicazione nel cancro endometriale quando le cellule cancerogene presentano anormalità genetiche ( denominate deficit del sistema del mismatch repair [ MMR ] ed elevata instabilità dei microsatelliti [ MSI ] ) che impediscono di correggere errori che si verificano durante la divisione cellulare.
Jemperli contiene il principio attivo Dostarlimab.

Jemperli è somministrato per infusione in vena nell’arco di 30 minuti. La dose è di 500 mg una volta ogni tre settimane per le prime quattro dosi e poi di 1 000 mg una volta ogni sei settimane.
Il trattamento può essere proseguito finché Jemperli continua a fare effetto. Il medico può sospendere il trattamento con Jemperli o interromperlo in modo permanente qualora si manifestino determinati effetti indesiderati.

Il principio attivo in Jemperli, Dostarlimab, è un anticorpo monoclonale, una proteina concepita per bloccare un recettore denominato PD-1 su alcune cellule del sistema immunitario e su alcune cellule tumorali che producono proteine ( PD-L1 e PD-L2 ) che si legano al recettore PD-1 e bloccano l’attività delle cellule del sistema immunitario, impedendo loro di attaccare il tumore. Bloccando PD-1, Dostarlimab impedisce al cancro di disattivare queste cellule immunitarie, aumentandone così la capacità di distruggere le cellule del cancro stesso.

Jemperli è risultato efficace in uno studio che ha coinvolto 108 donne affette da cancro endometriale avanzato o che era ricomparso ed era peggiorato malgrado un trattamento comprendente un medicinale contenente Platino.
I cancri comportavano deficit del sistema del mismatch repair o elevata instabilità dei microsatelliti.
Alla visita di controllo dopo almeno 24 settimane, il cancro si era ridotto o non era più individuabile nel 43.5% delle donne a cui veniva somministrato Jemperli.

Gli effetti indesiderati più comuni di Jemperli ( che possono riguardare più di 1 persona su 10 ) sono anemia, nausea, diarrea, vomito, dolore articolare, sensazione di prurito, eruzione cutanea, febbre e ipotiroidismo.
Gli effetti indesiderati più gravi sono correlati agli effetti del medicinale sul sistema immunitario, quali infiammazione in vari organi e tessuti, eruzione cutanea e reazione all’infusione.

Il cancro endometriale che si è ripresentato dopo il trattamento è difficile da curare con medicinali antitumorali. L’Agenzia europea dei medicinali, EMA, ha ritenuto che gli effetti benefici di Jemperli sul cancro endometriale sembrano durate più a lungo rispetto ad altri trattamenti disponibili nell’Unione Europea. Se ciò venisse confermato, le donne trattate con Jemperli vivranno probabilmente più a lungo di quelle che ricevono altri trattamenti. Gli effetti indesiderati osservati con Jemperli sono conformi alla modalità di azione del medicinale e sono accettabili.
Pertanto, l’Agenzia ha deciso che i benefici di Jemperli sono superiori ai rischi.

Jemperli ha ottenuto una autorizzazione subordinata a condizioni. Questo significa che in futuro saranno disponibili ulteriori informazioni sul medicinale, che la Società produttrice è tenuta a fornire. ( Xagena2021 )

Fonte: EMA, 2021

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